Festa de’ Noantri a Roma

A man looks from his window at the passing statue of the Madonna del Carmine, "River Mary", as it is carried through downtown Rome's lively Trastevere district, as part of the traditional "Festra di Noantri" festival, on July 16, 2011. As the torrid July weather gets into full swing, Rome's "Festa di Noantri" starts up from July 16 to 24. The feast, which derives its name, "Noantri", from the Roman dialect, celebrates the Madonna of Mount Carmel. The feast was officially instituted in 1927, but the origins date back to the 16th century.  AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Che ne diressivo voantri si noantri quando venissimo alle festa de voantri ce comportassimo come ve comportate voantri alla festa de noantri?
Siamo entrati nel mese di Luglio e per i romani è tempo di una delle festività più famose e caratteristiche della tradizione, la festa de’ Noantri, dedicata ai trasteverini, cosiddetti noantri in opposizione ai voantri, gli abitanti degli altri quartieri.
I festeggiamenti hanno inizio il primo sabato dopo ogni 16 luglio, data che caratterizza e dà significato alla ricorrenza. Infatti in questo giorno nel 1535 avvenne un fatto molto insolito che fece gridare al miracolo.

Dopo una furiosa tempesta fu trovata alla foce del Tevere, una statua in legno di cedro raffigurante la Madonna che giaceva in una cassa di legno. I marinai, autori del ritrovamento, consegnarono la vergine lignea ai frati carmelitani della basilica di San Crisogono che riconobbero nella scultura il simbolo del loro ordine. La Vergine del Carmine, o Madonna fumarola come venne più tardi soprannominata, fu considerata da quel momento la protettrice dei trasteverini e custodita all’interno di un oratorio fatto costruire appositamente da Scipione Borghese, edificio che fu poi demolito nel 1890 per l’ apertura di viale del Re, poi divenuto viale Trastevere. La statua traslocò ancora due volte. Prima nella chiesa di San Giovanni dei Genovesi dove rimase per qualche decennio e poi spostata nella chiesa di Sant’ Agata nella quale si trova ancora oggi.

Da quest’ultima ubicazione la statua esce solo una volta l’anno, il primo sabato dopo il 16 luglio appunto, ornata con i gioielli donati dai fedeli e vestita con abiti sfarzosi, attraversa le strade del rione sulle spalle dei cosiddetti “portatori” e raggiunge la chiesa di San Crisogono, sua prima casa, dove rimane per otto giorni per celebrare l’ottovario di adorazione.”Li mejo fusti” del rione del tempo si contendevano il privilegio di portare il massiccio tronco o lo stendardo che quanto a pesantezza, non era da meno. Per alleviare la fatica, i prestanti giovanotti si fermavano spesso lungo il percorso, sotto lo sguardo ammirato delle ragazze del rione, per bere un goccio, tanto che in genere giungevano a destinazione praticamente ubriachi, ma sempre e comunque pronti per un’abbuffata ed un’altra bevuta in osteria. Ci si accalorava molto, la questione era considerata di primaria importanza, perché, come sottolineava il Belli: ” Ner portà bene lo stendardo e er tronco/ lì se vedeva l’omo”.

La ricorrenza fa riversare nelle strade del quartiere centinaia di abitanti che seguono la processione e poi si siedono ai tavolini, appositamente allestiti, per mangiare e bere vino. Sacro e profano. Infatti con il tempo la festa si è arricchita di spettacoli, iniziative culturali, e suggestive passeggiate lungo i caratteristici banchetti di dolciumi, cocomeri e “fusaje”, il tutto concluso con uno spettacolo pirotecnico.