Avrò cura di te

palma

Nella Sicilia centrale, sorge l’importante comune di Caltagirone. Un luogo suggestivo che ha dato i natali ad un giovane talentuoso artista di Street Art, Salvo Ligama. Conversando con lui si avverte tutta la passione per questa meravigliosa terra, un legame indissolubile come egli stesso dichiara, ” la Sicilia non è semplicemente un luogo comune, sole, mare, arancini ma è quel luogo dove puoi vivere circondato da esseri umani per i quali conti davvero qualcosa, per quello che sei e non per quello che fai “. Classe 1986, diplomato in Grafica all’Accademia di Belle Arti Catania, è assistente alla cattedra di serigrafia. La sua ricerca pittorica riproduce i meccanismi di scomposizione e dissoluzione dell’immagine reale in pixel tipici del virtuale digitale, nel desiderio di conciliare i tempi lunghi e riflessivi della pittura con quelli frenetici della realtà contemporanea. Una ricerca che si sviluppa in studio e in arte urbana. Costruire le cose “pezzo per pezzo” gli permette di analizzare da vicino la materia, l’epidermide dell’immagine in una storia di adattamento dei pacati intermezzi della pittura, alla frenesia e al frastorno della nostra era. Il suo sguardo è costantemente luminoso, nulla sembra sconvolgere il suo stato di grazia. L’ultima opera è visibile a Roma, impressa sulla superfice muraria di oltre 30 metri del prestigioso centro congressi dell’Hotel Roma Aurelia Antica. Un luogo dove si svolgono tra i più importanti convegni della Capitale, oggi reca le tracce della delicatezza della sua arte nel dittico “Don’t care” che trasmette un immagine autentica dei nostri tempi. L’ombra di una mano titanica è colta nell’atto di mettere sotto vetro una palma, una vera palma che si erge ai piedi della maestosa parete. La mano provvidenziale soccorre la palma per proteggerla, per prendersene cura, per ridargli vita. Un felice connubio tra l’arte e la natura che invoca protezione.”Don’t care”, non preoccuparti, trasmette una delicata speranza di salvezza, rivolta alla natura e agli stessi esseri umani che affrontano la complessità del vivere moderno. Il senso di benessere nell’ammirare i colori caldi, vividi, saturati, contrastati è immediato.”Don’t care” non può prescindere più dall’albero vero, perderebbe qualsiasi senso, così, l’artista quando lascia al termine del suo lavoro Roma, “costringe” gli operatori della struttura a prendersi cura della palma, per mantenere vivo il significato dell’opera, continuando così una collaborazione attiva, fatta di stimoli tra artista e produzione. La cura intrinseca nell’umanità stessa dell’artista e del sud da cui proviene lascia un messaggio gioioso, un messaggio d’amore autentico che passa il testimone ed è la vera chiave del dittico pittorico. Don’t care, avrò cura di te…